Le Tre Dimensioni della Chiesa sulla Roccia

 
 
 

Sono stati scritti tanti libri e articoli su come la Chiesa Cristiana dovrebbe essere. Questo studio ritorna alla base e spiega che cosa Gesù volesse dire la prima volta che ha menzionato la parola ekklesia – una parola che nella maggior parte delle bibbie è stata tradotta con ‘chiesa. ’

 ‘E anch’io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere. ’ (Matteo 16:18).

Nel Capitolo 1 studieremo la parola ekklesia nel suo contesto storico-culturale dove spiegheremo che questa rappresentazione di chiesa riguarda la dimensione verticale, cioè il rapporto con Cristo, il Re unto, che serve come canale di autorità regale.

Ma la Bibbia usa anche una parola specifica per descrivere i rapporti orizzontali, cioè la comunione tra i cittadini del Regno: koinonia. Questa parola rimanda alle riunioni di credenti e seguaci di Gesù Cristo. Il Capitolo 2 descrive questa seconda dimensione di chiesa, e mostra come le due dimensioni interagiscono: ekklesia è uno strumento per raggiungere lo scopo di koinonia.

Ovviamente c’è una terza dimensione: Gesù manda – apostello – la Sua Chiesa con la Sua autorità nel mondo per fare i Suoi discepoli e così espandere il Suo Regno. Esamineremo questa dimensione nel Capitolo 3.

Infine, per aiutarti a capire ancora meglio le parole di Gesù di Matteo 16:18 nel loro contesto storico-culturale, questo studio finisce con una narrativa biblica: E Su Questa Pietra…

Capitolo 1. La Prima Dimensione – Ekklesia

Nel corso dei secoli, studiosi della Bibbia e denominazioni diverse hanno spiegato la dichiarazione di Gesù a Cesarea di Filippo in vari modi. Ma che cosa dice la Bibbia stessa sulle termini ‘pietra’ – o roccia – e ‘chiesa’? E perché Gesù andò addirittura a Cesarea di Filippo?

1.1 Che cosa intendeva Gesù con ‘pietra’ o ‘roccia’?

Sia l’Antico sia il Nuovo Testamento usano l’immagine di una roccia per indicare Dio stesso.

L’Antico Testamento adopera la parola ebraica tsur che significa letteralmente roccia massiccia, un masso, o rupe, in senso figurativo un rifugio affidabile. Per esempio, ‘Poiché egli mi nasconderà nella sua tenda in giorno di sventura, mi custodirà nel luogo più segreto della sua dimora, mi porterà in alto sopra una roccia’ (Salmo 27:5). In italiano tsur è anche tradotto in ‘rocca’ come in Salmo 61:2: ‘Dall’estremità della terra io grido a te con cuore affranto; conducimi tu alla rocca che è troppo alta per me. ’

Il Nuovo Testamento usa petra, la parola greca che significa una roccia solida e massiccia, un masso roccioso. In 1Corinzi 10:4, Paolo ha detto esplicitamente che la roccia è Cristo. Entrambi Paolo e Pietro hanno citato Isaia 8:14, facendo riferimento a Cristo come una pietra di scandalo o un sasso di ostacolo (Romani 9:33, 1Pietro 2:8). Quindi, è coerente con il resto della Bibbia di assumere che Gesù intese se Stesso quando ha parlato della pietra (roccia).

Comunque, per capire pienamente le parole di Gesù, ‘… e su questa pietra, ’ dobbiamo renderci conto che facevano parte della Sua reazione alla dichiarazione di Pietro, ‘Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. ’

Cristo non è il nome di Gesù e neanche il Suo cognome. L’angelo ha detto a Maria di chiamare il figlio di Dio ‘Gesù, ’ non Cristo (Luca 1:31). Cristo (Christos) è la traduzione greca della parola ebraica mashiach – messiae indica la funzione di Gesù: Egli è l’Unto del Signore (Luca 2:26). Che cosa significa?

Nell’Antico Testamento, persone erano unte con olio per introdurle nel compito assegnatogli da Dio, come profeta (a volte), sacerdote (soprattutto il sommo sacerdote), o re (sempre). L’unzione era il segno della consacrazione per il servizio a Dio (Smith’s Bible Dictionary). Ma il termine “l’Unto” aveva un significato speciale; faceva riferimento al futuro Re che Dio avrebbe mandato per liberare il Suo popolo e governare per sempre (Salmo 2:2; Daniele 9:25-26).

Perciò, mentre i Giudei aspettavano un tale Re, che li avrebbe liberato dagli oppressori stranieri sotto i quali vivevano da secoli – nel tempo di Gesù, dall’imperatore romano – Pietro ha dichiarato che Gesù era quell’Unto, quel Re.

E Gesù rispondeva a Pietro, ‘su questa pietra edificherò la mia chiesa.In altre parole: ‘Io costruirò la Mia chiesa sul fondamento che sono io stesso, cioè, sul Re che è stato unto per ristabilire il Regno di Dio. ’

1.2 Che cosa intendeva Gesù con ‘Chiesa’?

La parola greca tradotta in ‘chiesa’ in Matteo 16:18 è ekklesia. Il concetto di ekklesia ha le sue radici nella cultura greca; letteralmente significa ‘chiamati fuori’ (ek, fuori e klesis, chiamati). Città greche erano città-stato autonome in cui assemblee di consiglieri avevano l’incarico di governare e decidere su questioni legali, su pace e guerra. Ogni volta che c’erano delle questioni importanti da discutere, un araldo andava per le strade e esclamava i nomi dei membri dell’assemblea. Le persone che sentivano il loro nome, cessavano le loro attività e si recavano al punto dell’incontro.

Quando i Greci iniziavano a conquistare territori stranieri, non hanno portato via i popoli per tenerli come schiavi – come facevano prima i Babilonici – ma hanno praticato il proprio modello dell’ekklesia. Sceglievano individui leali dal popolo locale per governare e regnare il territorio conquistato nel loro nome. Più tardi, i Romani hanno adottato questo modello politico e nell’epoca di Gesù veniva ancora usato. Nel libro degli Atti possiamo leggere che, quando Paolo era in Efeso, gli Efesini hanno cominciato una disputa dove dovevano decidere se Paolo dovrebbe essere punito. Il segretario proponeva di risolvere la questione in ‘un’assemblea [ekklesia] regolare’ (Atti 19:38-40). Era un concetto conosciuto. Infatti, Pietro non è rimasto sorpreso dalle parole di Gesù; non Gli ha chiesto, ‘Mi scusi, rabbi, che cosa intende esattamente con la parola ekklesia? ’

Quando Gesù ha usato la parola ekklesia, non ha indicato un edificio bello con campanile, una riunione settimanale durante la quale la gente avrebbe cantato qualche canzone, ascoltato una predicazione, bevuto un caffè e mangiato una fetta di torta. Ma parlava di un’assemblea di persone che Egli avrebbe chiamato fuori dal mondo per governare nella Sua autorità, l’autorità del Re Unto.

Egli ha affermato quest’idea con la ‘semikhah, ’ il passaggio dell’autorità rabbinica dal maestro ai suoi discepoli, per decidere su questioni religiose e legali, per dichiarare colpevole o libero: ‘Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli’ (Matteo 16:19). ‘Legare’ e ‘scogliere’ furono i termini rabbinici per indicare vietare e permettere.

1.3 A che cosa rinvia l’autorità trasferita?

‘Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli’ (Matteo 16:19).

Le chiavi rappresentano autorità, cioè il permesso e il potere di decidere e agire. Nota bene che Gesù non ha parlato di chiavi AL regno dei cieli, ma di chiavi DEL regno dei cieli. Quindi ha parlato dell’autorità che appartiene al regno e arriva con il regno. L’autorità principale consiste sempre nel predicare e insegnare il Regno di Dio; il resto serve per affermare l’autenticità di quel Regno (Marco 16:15-18).

Dobbiamo renderci conto che Egli ha delegato la Sua autorità regale a coloro che erano (e sono ancora) stati chiamati fuori per decidere su questioni religiosi e legali. Come il paragrafo ‘1.5 Altri casi di Ekklesia nella Bibbia ’ spiegherà, Gesù ha usato la parola ekklesia soltanto due volte: qui e in Matteo 18:17, dove ha parlato esplicitamente di decidere in una questione legale e subito, nel versetto seguente, ha ripetuto la formula rabbinica sul legare e scogliere, che sostiene l’interpretazione della stessa frase in Matteo 16:19.

In termini contemporanei possiamo dire che ‘questioni religiose’ si riferiscono a dottrina, mentre ‘questioni legali’ indicano disciplina.

Dottrina significa istruzione, ciò che viene insegnato. Quindi la dottrina cristiana consiste negli insegnamenti di Gesù Cristo. Cruciale nei suoi insegnamenti – addirittura nel Suo scopo – è la Sua proclamazione del Regno di Dio (Matteo 6:33, Marco 1:14, Luca 4:42).

Disciplina si riferisce alla correzione dottrinale. Per esempio, nelle sue lettere a Timoteo e Tito, Paola dà l’istruzione di correggere ogni persona dicendo che ‘una dottrina diversa e non si attiene alle sane parole del Signore nostro Gesù Cristo’ (1Timoteo 6:3).

Che dire sull’autorità che Gesù diede ai Suoi discepoli nel cacciare i demoni e curare le malattie (Luca 9:1)? Se leggiamo bene la nostra Bibbia, riconosciamo che ogni volta Gesù ha mostrato il potere o parlato del potere sui demoni e sulle malattie, di segni e di prodigi, lo faceva nel contesto della proclamazione del Regno. Infatti, Gesù ha parlato esplicitamente della possibilità che persone usano il Suo nome – la Sua autorità – per cacciare i demoni e fare opere potenti senza sottomettersi al Suo Regno (Matteo 7:21-23). Lo consideravo abuso: ‘Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori! ’

1.4 Perché Gesù è andato a Cesarea di Filippo?

Gesù avrebbe potuto scegliere ogni posto per rivelare e trasferire la Sua autorità, ma Egli ha guidato i Suoi discepoli a nord, fino alle alture di Golan, a una città che si chiamava Cesarea di Filippo, distante di circa 50 km dal lago di Galilea. Sopponendo che Gesù avesse una ragione per ogni cosa che ha fatto, possiamo distinguere due caratteristiche importanti di Cesarea di Filippo:

  1. Il nome originale del posto è Paneas in onore del dio greco Pan. Ma la regione era stata annessa dai Romani in 20 AC, facendola parte del regno di Erode il Grande, un re vassallo romano di Giudea. Il padre di Erode era un Edomite per discendenza, i cui antenati si erano convertiti al giudaismo. Erode era cresciuto come Ebreo (Wikipedia). Quando moriva il suo regno è stato diviso in quattro parti; ogni parte è stata data a uno dei suoi figli, rendendoli Tetrarchi (governatori di un quarto). Questi Tetrarchi sono stati allenati a Roma per governare il loro quarto del regno nel nome del imperatore romano. La parte nord del regno è stato data a Filippo II in 4 AC, che ha regnato fino al 33 AD. Filippo ha costruito una città a Paneas e ne ha cambiato il nome in Cesarea di Filippo, in onore di Cesare Augusto come l’imperatore e di se stesso come re locale, chiamato di regnare nel nome del imperatore. Anche questo segue il modello dell’autorità delegata dell’ekklesia.
  2. Cesarea di Filippo era costruita sulle pendici del monte Hermon, vicino ad una roccia grande, chiamata la Roccia degli Dei, che era un centro di culti religiosi. Caverne e numerosi santuari nella roccia erano dedicati a vari dei greci, tra cui Pan, il dio greco dei pastori e greggi, spesso associato alla fertilità. Nel tempo di Gesù uno dei tempi serviva ad adorare l’imperatore romano che era considerato un dio. Nell’abisso della caverna maggiore si trovava una fonte e acqua scorgeva della caverna. Questa caverna era chiamata ‘le porte dell’Ades, ’ perché si credeva che Ades, il dio greco della morte, usava questa caverna come ingresso al suo regno, l’inferno.

Le parole di Gesù hanno la forte indicazione che Egli e i Suoi discepoli hanno avuto la vista sulla Roccia degli Dei; il panorama evidenziava la potenza della Sua dichiarazione. Egli non era soltanto uno dei tanti dei adorati dalla gente pagana. Egli Stesso, nella Sua funzione come il Re Unto, era la Roccia, il fondamento. Il Suo Regno avrebbe annullato e sostituito la roccia dell’idolatria che stavano guardando.

Inoltre, come Filippo aveva costruito la sua città su una roccia nel impero romano, così Gesù avrebbe costruito una città sulla Roccia come una città nuova nel Suo Regno. E per di più Gesù dichiarava che la Sua ekklesia, la Sua assemblea chiamata fuori dal mondo a portare la Sua potenza e autorità, avrebbe rovesciato i potere delle tenebre: ‘le porte dell’Ades non la potranno vincere’ (Matteo 16:18). Basato sul fondamento della Sua autorità regale, persone sarebbero chiamate fuori dal mondo a regnare nel Suo nome e a conquistare i regni dell’avversario, satana (Luca 4:5-6).

Gesù non è venuto per fondare una nuova religione, ma per fondare un Regno nuovo nel Suo nome, con la Sua autorità: l’ekklesia. La chiesa di Gesù esiste soltanto nel contest del Suo Regno. E il Suo Regno non è di questo mondo (Giovanni 18:36).

1.5 Altri casi di Ekklesia nella Bibbia

Quindi Gesù ha menzionato ekklesia, tradotta nella maggior parte delle Bibbie come ‘chiesa, ’ per la prima volta quando era in Cesarea di Filippo. L’unica altra occasione menzionata nella Bibbia riguarda una questione di esercitare l’autorità nel caso di comportamento sbagliato (Matteo 18:17).

Poi, nel libro di Apocalisse, Cristo ha valutato sette chiese a circa sessanta anni dalla loro nascita. Non ha valutato i rapporti tra i cristiani e neanche i loro cuori apostolici. Non ha parlato di programmi, edifici, dolci o caffè. Ha detto, ‘Conosco le vostre opere, ’ cioè era consapevole del modo in cui espressero la loro comunione in opere di amore (1Corinzi 16:14; Ebrei 10:19-25, 13:1-3). Però non ne parlava. Invece, il criterio che usava per la Sua valutazione delle chiese era basato su come gestivano l’autorità (dottrina, disciplina) che gli aveva concesso, come si relazionavano a Lui nel loro amore per Lui, nella loro vita e ubbidienza, e come gestivano lotte e persecuzioni. Valutava l’ekklesia, la parte che Egli aveva costruito.

La maggior parte delle chiese di oggi è uniforme, come se tutte le chiese fossero uscite dallo stesso stampino per biscotti; seguono un modello di franchising e sono vuote e inutili. Veniamo condizionati dalle nostre idee come chiesa dovrebbe essere: ci incontriamo, ci salutiamo, preghiamo, cantiamo qualche canzone, ascoltiamo un sermone, diamo l’offerta… così ‘chiesa’ è stata fatta per anni, così è il modello come abbiamo visto altri praticarlo. E usiamo questo modello come il contesto in cui interpretare cosa dice la Bibbia di chiesa. Lo progettiamo su ogni istanza che Paolo si riferiva a ‘chiesa’ nelle sue lettere. Quando leggiamo ‘chiesa’ nella Bibbia, la capiamo come l’istituzione, o le riunioni, o i programmi in cui è evoluta nei secoli passati. In altre parole, usiamo la nostra esperienza di chiesa a storico-culturale.

Una volta che abbiamo capito che cosa Gesù ha inteso quando parlava di ekklesia, dovremmo continuare a leggere la Scrittura nello stesso contesto, senza filtrarla attraverso la lente della nostra comprensione attuale. Se nelle Bibbia Gesù ha inteso ‘chiesa’ nove volte come la struttura governante con la Sua autorità, e noi dichiariamo di essere Cristo-centrici, come dovremmo capire le esortazioni di Paolo alla chiesa? Per esempio, in 1Corinzi 11:18, Paolo indirizzava il comportamento scorretto durante la Santa Cena: ‘Poiché, prima di tutto, sento che quando vi riunite in assemblea ci sono divisioni tra voi, e in parte lo credo. ’ Paolo non indirizzava tutta la comunità in questa correzione; parlava ai ‘chiamati fuori’ che stavano abusando la loro autorità e responsabilità verso Cristo per quanto riguardava il modo in cui la Santa Cena dovrebbe essere fatta.

Capitolo 2. La Seconda Dimensione – Koinonia

Anche se l’autorità del Regno – ekklesia – sia una caratteristica essenziale di chiesa, chiesa è pure una comunità di credenti che vivano in comunione.

Nel libro degli Atti leggiamo ‘Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere’ (Atti 2:42). La parola ‘comunione’ è stata tradotta dal greco, koinonia, che ha un significato ricco di condivisione, relazione e comunità.

Quando entriamo nella casa di Dio, che è la Chiesa, ciò che vediamo è soprattutto la koinonia (o la sua assenza). Vediamo opere in amore, vediamo unità e una famiglia. L’ekklesia stessa si vede difficilmente, ma possiamo percepire come è riflessa nel comportamento del popolo di Dio: c’è ordine divina, per esempio, persone non si giudicano a vicenda, ma si servano e si edificano; persone non pregano in lingue in modo non appropriato. Vediamo una comunità del Nuovo Patto.

2.1 Ciò che Gesù ha insegnato su koinonia

Il Nuovo Patto è il rapporto che abbiamo con Dio, reso possibile dalla morte e dalla resurrezione di Gesù Cristo – un rapporto basato sulla fede, sull’amore e sulla grazia piuttosto che sulle opere della legge. Questo patto è stato sigillato dal sangue di Cristo che memorizziamo ogni volta che partecipiamo nella Santa Cena (Luca 22:19-20). Essendo un membro della comunità in quel Nuovo Patto implica che ci relazioniamo gli uni con gli altri sulla base di quella stessa fede, lo stesso amore e la stessa grazia.

Gesù ha detto – e sottointeso – tanto sui rapporti in amore e unità tra i suoi seguaci.

Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri (Giovanni 13:34-35).

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi (Giovanni 15:12)

Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola:21 che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno, come noi siamo uno; io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li hai amati come hai amato me. Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l’amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro (Giovanni 17:20-26).

Ma soprattutto nel Suo Sermone sul Monte (Matteo da 5 a 7) – anche considerato la costituzione del Regno di Dio – Gesù ha enfatizzato come persone dovrebbero relazionarsi gli uni agli altri: con compassione, misericordia, gentilezza, pace, volontariosi di condividere l’amore e la luce di Dio, onestamente, fedeli, senza giudicare, generosi, modesti, umili… Alla base di ogni suo insegnamento è, ‘Ama il tuo prossimo come te stesso, ’ inclusi amici e nemici (Matteo 5:43, 19:19).

Le lettere di Paolo, Pietro, Giovanni, Giacomo e Giuda provvedono tanti esempi e insegnamenti come mettere questa parte essenziale degli insegnamenti di Gesù in pratica. Paolo ha esortato addirittura la comunità di Corinto che, quando partecipavano nella Santa Cena per celebrare il corpo di Cristo mentre in pratica provocavano divisioni in quel corpo, potrebbero ammalarsi (1Corini 11:17-34).

2.2. Ekklesia serve koinonia

Possiamo spiegare come koinonia ha bisogno di ekklesia paragonandole alla carne e il sangue dello scheletro del corpo umano. La chiesa è il corpo, ha detto Paolo. L’ekklesia è lo scheletro per tenere la carne e il sangue della koinonia insieme e sul posto giusto. Il sangue rappresenta vita e la carne rappresenta la Parola. Abbiamo bisogno di tutti e due per portarci in piena comunione gli uni con gli altri: ‘Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato’ (1Giovani 1:7).

Anche se a volte sia utile di distinguerli, dobbiamo renderci conto che non possono funzionare separati; uno scheletro senza carne e sangue può soltanto tintinnare, mentre carne e sangue senza scheletro sono una struttura informe senza spina dorsale. Più cresce una comunità, più bisogna esercitare l’autorità dell’ekklesia.

Per esempio, l’apostolo Paolo viaggiava per conquistare città per il Regno. Evangelizzava persone che formavano comunità di credenti e quando li lasciava, continuavano a crescere nella Parola, nella vita spirituale e in numeri. Dopo qualche tempo Paolo ci tornava o mandava un figlio spirituale (come Timoteo) per provvedere struttura e impartire più autorità, nominando anziani e imponendogli le mani. Quando Paolo ha informato Timoteo su chi (non) potrebbe diventare un anziano, ha concluso: ‘affinché tu sappia, nel caso che dovessi tardare, come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità’ (1Timoteo 3:15). In altre parole, ha istruito Timoteo come implementare una struttura di autorità nella comunità di Dio. La chiesa, l’ekklesia, dovrebbe sostenere la comunità, come una colonna sostiene una casa, come uno scheletro sostiene un corpo.

Anche se siamo interconnessi e non possiamo funzionare bene gli uni senza gli altri, se vogliamo essere Cristo-centrici, non dovremmo mischiare i concetti di ekklesia e koinonia, ma attenerci alle loro definizioni storico-culturali.

Inoltre dovremmo chiederci se la nostra comunità è una vera famiglia o soltanto una radunanza domenicale. ‘Meno vita a domenica mattina, più dolci e caffè ci vogliono per tenere la koinonia in vita’ (Reinhart Bonke).

Ekklesia serve a mantenere la koinonia in buona salute – in dottrina e unità – affinché possa ricevere e contenere la potenza dello Spirito Santo che è vitale per la terza dimensione – apostello – cioè proclamare il Regno di Dio con autorità. ‘Quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire’ (Giovanni 16:13). Se la koinonia non è basata sulla Roccia, se devia dalla dottrina sana del Regno di Dio, e non è stata corretta dall’ekklesia, manca la potenza dello Spirito Santo.

Conclusione

L’anima delle nostre riunioni non è ekklesia, ma koinonia. Dio versa il Suo Spirito Santo nella vera koinonia; potenza arriva mediante koinonia (Atti 4). Comunque, Gesù provvede struttura e impartisce autorità – ekklesia – per mantenere la koinonia in buona salute.

Se il popolo di Dio si comporta come una famiglia, radicata e stabilita nell’amore del Re, Gesù chiamerà delle persone a cui delegare la Sua autorità per guidare la koinonia nel modo Suo e nel nome Suo. Aggiungerà lo scheletro – ekklesia – alla carne e al sangue per esercitare il Suo governo regale per quanto riguarda dottrina e disciplina. Ekklesia serve come lo strumento per raggiungere e mantenere koinonia, non vice versa.

Capitolo 3. La Terza Dimensione – Apostello

In Apocalisse 12:10-11 leggiamo, ‘Allora udii una gran voce nel cielo, che diceva: «Ora è venuta la salvezza e la potenza, il regno del nostro Dio e il potere del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio. 11 Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte. ’

Per la morte sacrificale di Gesù e la nostra proclamazione che Egli è il nostro Re, il Regno di Dio verrà, inclusa l’autorità del Re con cui sconfiggeremo il nemico. Grazie al Suo sangue, vita entra nel mondo; mediante la nostra testimonianza, verità entra nel mondo. Ogni volta che facciamo come ha fatto Pietro – proclamare che Gesù è il Re unto che inaugura il Suo Regno, cioè quando predichiamo il Vangelo del Regno – qualcosa succede: Gesù costruisce la Sua Chiesa e ogni chiesa locale è una città nuova nel Suo Regno.

Inoltre, Egli dà al Suo popolo nelle città la commissione divina di conquistare più terreno (cuori) affinché il Re possa fondare città nuove. ‘Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo ’ (Giovanni 17:18).

3.1 La Chiesa sulla Roccia conquista terreno per il Regno

Il popolo di Dio ha una missione – siamo stati mandate nel mondo per predicare il Regno e conquistare terreno per quel Regno, e le porte dell’Ades non la potranno vincere’ (Matteo 16:18).

La prefigurazione di questo compito si rispecchia nella benedizione di Giacobbe da Isacco: ‘Il Dio onnipotente ti benedica, ti renda fecondo e ti moltiplichi, in modo che tu diventi un’assemblea di popoli, e ti dia la benedizione di Abraamo: a te e alla tua discendenza con te, perché tu possieda il paese dove sei andato peregrinando, che Dio donò ad Abraamo’ (Genesi 28:3-4). In questa benedizione, la parola ebraica per ‘assemblea’ è qahal, che significa assemblea nello stesso senso di ekklesia. Cioè Isacco disse, ‘che Dio ti dia la benedizione di Abraamo: a te e alla tua discendenza con te… che tu diventi un’assemblea di popoli… perché tu possieda il paese dove sei andato peregrinando, che Dio donò ad Abraamo. ’ Ci rendiamo conto che la benedizione di Abraamo era per la Chiesa costruita da Cristo, per le Città costruite dal Re e sottomesse a Lui.

Salmo 24 dice, ‘Al Signore appartiene la terra e tutto quel che è in essa, ’ ma dalla caduta dell’uomo la terra è stata regnata dalle tenebre (2Corinzi 4:4; 1Giovanni 5:19). Dalla morte e la risurrezione di Cristo, chiunque avrebbe invocato il nome del Signore sarebbe salvato (Romani 10:13), liberato e non più schiavo nel regno delle tenebre (Colossesi 1:13). Come popolo libero siamo stati chiamati di proclamare il Regno di libertà a un mondo che vive in schiavitù.

Non possiamo ‘fare chiesa’ fuori della Roccia, cioè, senza sottometterci al Re, e senza predicare il vangelo del Regno. ‘Poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù’ (1Co 3:11). Purtroppo, molti leader di chiese creano il loro proprio fondamento su cui costruiscono il proprio regno privato.

Gesù dà la Sua autorità soltanto a una koinonia che è stata costruita sul fondamento del Suo Regno, del Suo potere sovrano. Possiamo considerare ogni chiesa locale costruita sulla Roccia come una città nel Suo Regno. In queste città, persone dovrebbero vivere in armonia, in unione (Giovanni 17:21-23). Per renderlo possibile, Re Gesù dichiarò la Sua costituzione nel Suo Sermone sul Monte e delegò la Sua autorità per governare in questioni di dottrina e disciplina.

3.2 Venga il Tuo Regno – Ora

Gesù costruisce la Sua Chiesa sul Suo Regno, sul Suo potere sovrano. Se ci chiediamo che cosa viene prima, la chiesa o il Regno, la risposta è chiara. Possiamo entrare nel Regno soltanto perché Gesù è morto alla croce, è risorto e ci ha mandato il Suo Spirito Santo. Lo Spirito Santo rigenera il nostro spirito: siamo nati di nuovo. ‘Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio» ’ (Giovanni 3:3).

Questo Regno divino è disponibile per tutti. Le promesse di libertà di Dio per tutto il mondo stanno per avverarsi. L’anno di giubileo fu stabilito da Dio stesso, un anno speciale durante il quale schiavi e prigioniere sarebbero liberati, debiti sarebbero rimessi e la misericordia Dio sarebbe manifesta in modo particolare (Levitico 25). Quest’anno, 2016, è il settantesimo anno dopo che Giosuè attraversò il fiume Giordano per entrare nella Terra Promessa. E’ giunta l’ora di ridare la Terra al Primo Proprietario.

E’ per questo periodo di transizione tra il regno delle tenebre e il Regno di luce di Dio, che Gesù sta creando un governo che eclisserà i governi del mondo. L’ekklesia mondano sarà sostituita dalla Sua ekklesia, la Sua Chiesa.

I nostri cuori devono essere incentrati sulla nostra missione per diffondere la buona notizia del Regno, usando l’autorità del Re: ‘Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno, che non sarà mai distrutto e che non cadrà sotto il dominio di un altro popolo. Spezzerà e annienterà tutti quei regni, ma esso durerà per sempre, proprio come la pietra che hai visto staccarsi dal monte, senza intervento umano, e spezzare il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro. Il gran Dio ha fatto conoscere al re quello che deve avvenire d’ora in poi. Il sogno è vero, e sicura è la sua interpretazione’ (Daniele 2:44-45).

Conclusione

Il compito dell’ekklesia – la chiesa con l’autorità del Re – è di governare il terreno conquistato nel nome del Re. Dovremmo chiederci: ciò che si chiama chiesa oggi, è stata veramente costruita sul Regno di Gesù? L’autorità che usiamo, proviene veramente da Lui? Ci comportiamo veramente da delegati, da ambasciatori del Re?

Cerchiamo di essere veramente Cristo-centrici e di capire le parole di Gesù come le ha inteso. La riformazione inizia dentro di noi. Aiutiamo le persone di costruire la loro casa sulla Roccia. Diamo il Sermone sul Monte una priorità alta nelle nostre attività di discepolato. Insegniamo ciò che Gesù vuole la Sua chiesa. Studiamo il libro degli Atti e preghiamo per un cuore aperto per riformazione della chiesa. Cerchiamo di essere riformati. Chiediti:

  • Siamo una comunità del Nuovo Patto – koinonia?
  • Siamo una chiesa fondata sulla Roccia del Suo Regno e costruita dal Re – ekklesia?
  • Siamo i conquistatori mandati per realizzare il nostro mandato – apostello?

Siamo veramente pronti per la venuta del Suo Regno, ora? Per un risveglio glorioso che copre la terra?

L’immagine della Roccia che diverrà una montagna che riempirà tutta la terra (Daniele 2:35), cioè la presenza manifesta del Re, si avverrà davanti agli nostri occhi, mentre l’ekklesia mondano crollerà, ‘per dare incremento all’impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora e per sempre’ (Isaia 9:6).

 

E Su Questa Pietra…

Una narrativa biblica

Due uomini guardano nella mia direzione. Mi hanno visto? Mi acquatto più profondamente nella sterpaglia e prego che il gregge di Abba, che ho affidato alle cure del mio fratellino, non spunti fuori. Gli uomini distolgono lo sguardo e parlano con gli altri viaggiatori, una quarantina di uomini e donne che stanno per sedersi in gruppi piccoli sulla riva del fiume. Che posto strano per soffermarsi.

Alzo lo sguardo alla roccia deturpata da tempi e santuari: ‘la roccia degli dei, ’ esattamente come Abba l’ha descritta. Dietro al tempio più grande si apre una grotta come il muso di un lupo, pronto a divorare la sua preda. ‘Le porte dell’Ades, ’ i pagani la chiamano. Per placare i loro dei ci buttano i loro bambini e praticano altri riti indicibili nei loro tempi. Rabbrividisco. Abba romperebbe il suo bastono sulla mia schiena se sapesse che io mi trovo qui. Un ebreo devoto non metterebbe mai piede vicino a Cesarea di Filippo. Quindi perché il rabbi ha guidato i suoi discepoli qui, così lontano da Galilea? Ed è proprio lui? Conto gli uomini che formano un cerchio stretto intorno al rabbi – dodici discepoli. Dovrebbe essere Yehoshua. Zio Amir, che abita in Capernaum, è appassionato di lui. ‘Egli è davvero un uomo di Dio. Viaggia in tutta Israele per insegnare sul Regno di Jahvè. E guarisce i malati! ’

La gente si riposa nel fresco dell’ombra presso l’acqua che scorre della grotta. Vorrei tanto che Yehoshua diventasse il mio rabbi dopo che avrei finito Beit-Talmud a quattordici anni. Abba disprezza il mio desiderio. ‘Questo Yehoshua è soltanto un ribelle e un pazzo. E inoltre è troppo giovane per essere un rabbi serio. ’

I dodici fissano il loro sguardo su Yeoshua che sta per parlare e io aguzzo le orecchie per udire le sue parole che si mescolano con il fruscio dell’acqua.

‘Chi dice la gente che io sia? ’

Gli uomini si guardano. ‘Alcuni, Giovanni il battista. ’

‘Altri dicono che sei Elia o Geremia, ’ annuncia un altro.

‘O uno dei profeti antichi, risorto dalla tomba, ’ suggerisce un terzo.

Ormai tutti e dodici stanno parlando contemporaneamente, finché Yehoshua non alzi la mano. ’Ma voi, chi dite che io sia? ’

Il discepolo più robusto si alza. ‘Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. ’

Mi manca il respiro. Sicuramento Yehoshua avrebbe rimproverato il suo discepolo per questa blasfemia.

‘Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. ’

Cosa? Yehoshua ammette di essere il re, unto da Jahvè, che avrebbe liberato Israele? Il cuore mi batte forte.

‘E anch’io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa [ekklesia], e le porte dell’Ades non la potranno vincere. ’

Il discepolo sembra così confuso come mi sento io. Su questa pietra – intende Yehoshua che i suoi seguaci devano conquistare la roccia degli déi e governare Israele da lì?

Confidate per sempre in Jahvè, perché Jahvè, sì, Jahvè, è la roccia dei secoli. Ma Jahvè è il vero Dio, egli è il Dio vivente, e il re eterno. Frammenti di scrittura mi sorgono nella mente mentre sto faticando di capire le parole di Yehoshua. Potrebbe la roccia essere il regno dell’Unto? E avrebbe Yehoshua nominato delle persone per governare nel Suo regno, così come l’imperatore romano ha autorizzato Filippo di regnare su questa regione?

‘Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli. ’

La semikhah con cui Yehoshua conferisce l’autorità rabbinica al suo discepolo conferma la mia impressione. Non vedo l’ora di raccontare tutto ad Abba.

Trattenendomi per non sobbalzare e correre, mi ritiro pian piano. Poi sento ancora Yehoshua che dice severamente ai suoi discepoli, ‘Non dire a nessuno che sono l’Unto. ’

Mi irrigidisco. Come potrebbe mai inaugurare il suo regno se nessuno sappia chi sia?

‘Levi!” Mio fratello mi sta chiamando. Temendo che la sua voce tradisca la mia presenza, indietreggio velocemente per raggiungerlo.

Mentre entro nel campo, tante domande mi frullano per la testa, ma avrebbero dovuto aspettare. Fra qualche mese, poco dopo Pesach, avrò quattordici anni. Allora avrei ritrovato Yehoshua e egli mi avrebbe spiegato tutto.

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Foto: Waiting For The Word The Good Shepherd 136 via photopin (license)

Note sulla narrativa

  • La ‘roccia degli dei’ – o la Grotta di Pan – esiste ancora: è un’attrazione turistica importante nel nord d’Israele sul sito archeologico di Banias che in tempi biblici era la città Cesarea di Filippo.
  • Traduzione di parole ebraiche:
    • Beit-Talmud: Casa di Studio, educazione religiosa per ragazzi ebraici da dieci a quattordici anni.
    • Semikhah: trasmissione di autorità rabbinica per prendere decisioni religiose e legali.
  • Versetti biblici citati: Isaia 26:4; Geremia 10:10.

Informazione usata per la narrativa e l’articolo